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venerdì 21 settembre 2018

Dio benedica McDonald’s. E al diavolo i vegani sovranisti

Simpatico articolo di Ricki Farina
L’uomo mangia. Io sono un uomo. Io mangio. Sono ciò che mangio? Non lo so, in realtà ho il sospetto di essere ciò che vomito, ma diamo per buona l’affermazione che “l’uomo è ciò che mangia”. Ieri sono stato un filetto al pepe verde, ieri sono stato delizioso. Vegani e vegetariani di tutto il mondo, ogni volta che vi ascolto penso: questi hanno ragione, macellare esseri viventi è “umano”, purtroppo. L’uomo macella. Io sono un uomo. Io non macello, delego. L’uomo delega. Delegare la macellazione è un atto di vigliaccheria alimentare ed elementare.
Come ci ricorda Rousseau nel suo capolavoro pedagogico, l’Emilio, uccidere un animale con le proprie mani è spaventoso, molti di noi non avrebbero la “stoffa” per compiere un simile atto. Rousseau e Voltaire erano vegetariani. Io no. Io delego e mi vergogno di questo, ma davanti a una polpettina al sugo di mamma cedo, tutta la mia impalcatura etica crolla miseramente, e la polpettina al sugo mi ordina: mangiami! Penso di avere un angolo cieco nella mente e nel cuore, in questo angolo cieco la compassione non arriva, ho coscienza del delitto, della mostruosità di fare soffrire gli animali, ma non c’è niente da fare: la polpettina al sugo è più forte.Collego la polpettina al sugo alla mamma, non al macellaio. Anzi, sono così vigliacco che immagino la nascita spontanea di tante polpettine al sugo nella cucina di mamma, senza il passaggio nei macelli.

mercoledì 12 settembre 2018

Don, Glifosate e Cadmio nelle paste


Pasta

Lo dicono le analisi: Don, Glifosate e Cadmio presenti negli spaghetti


Ormai lo dicono le analisi, quelle vere che non mettono le stellette, come fa Altroconsumo, ma attribuiscono dei numeri reali ai contaminanti più pericolosi presenti quotidianamente sulle nostre tavole. In tutte le marche sono presenti Don, Glifosate e Cadmio entro i limiti di legge per gli adulti. Almeno due marche di spaghetti superano i limiti di Don per la tutela della salute dei bambini. Confermata attività di miscelazione tra grani esteri e nazionali. Solo il piombo è risultato assente dalle analisi. Dubbi sul marchio di Puglia: garantisce per davvero il 100% dell’ origine del grano?
Se le marche più blasonate e diffuse nel Paese contengono tracce di questi contaminanti, sia pur entro i limiti di legge, vuol dire che ogni italiano ne assume piccole dosi giornaliere attraverso pasta e altri derivati del grano. E non c’è affatto da stare tranquilli specie se si considera l’effetto combinato che queste sostanze potrebbero provocare insieme, anche a bassi dosaggi. Cosa prevede il principio di precauzione? Ci sono prove che l'effetto sinergico di più contaminanti a basse dosi non faccia danni alla salute?
Dal Test GranoSalus, almeno due marche, Divella e La Molisana, superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON. Ma la coopresenza di Don, Glifosate e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia, potrebbe indurre a sospettare che vi sia stata un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari ove il grano utilizzato fosse contaminato oltre i limiti massimi previsti.
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mercoledì 20 giugno 2018

L'estetica ha preso sopravvento su gusto.Condivido il pensiero di Pierangelini

(ANSA) - ROMA - In cucina oggi l'estetica ha preso il sopravvento e quando l'immagine diventa prioritaria, allora scatta l'omologazione. E' il grido d'allarme lanciato dallo chef Fulvio Pierangelini, famoso per le innovazioni culinarie nel suo ristorante, il Gambero rosso di San Vincenzo (Livorno) chiuso dieci anni fa e oggi consulente di noti hotel a Roma e in Sicilia.

L'esternazione nella Lectio magistralis intitolata 'Oltre l'immagine', tenuta a Creazzo (Vicenza) alla conclusione de 'Il Master della Cucina Italiana 2018' ideato dal Centro Formazione Esac in collaborazione con lo chef tre stelle Michelin Massimiliano Alajmo e il ceo di Alajmo Spa Raffaele Alajmo che, durante i cinque mesi di lezioni, hanno portato in classe come docenti 23 chef per un totale di 30 stelle Michelin.

Pierangelini, il "solista della cucina italiana" come è stato definito, agli allievi del Master di cucina ha detto: ''dovete prima di tutto emozionare ed emozionarvi con il gusto, non con la vista''.

Nei vari passaggi della lezione, non sono mancati consigli per il futuro dei giovani cuochi: ''Voi dovete essere curiosi - ha detto Pierangelini -, assetati di conoscenze. Attenzione a non essere superficiali, a non sottovalutare il minimo ingrediente e il minimo passaggio quando componente un piatto''.

Non sono mancate nemmeno le parole di augurio per il futuro di questi giovani: ''Vi auguro di non perdere l'inquietudine; studiate sempre, stupite i vostri ospiti con la semplicità, sorprendeteli sublimando il quotidiano''. Quello di Pierangelini è stato anche un invito a prendere coscienza del ruolo del cuoco nella società: ''La cucina - ha affermato - è un atto sociale, con le nostre scelte possiamo influenzare anche le scelte del pianeta: ricordiamoci che il cuoco è l'ultimo baluardo contro l'omologazione del gusto. La cucina - ha concluso lo chef - è l'unica arte minore che stimola tutti i sensi e che entra fisicamente nelle persone''.(ANSA).Redazione ANSA ROMA 19 giugno 2018

venerdì 15 giugno 2018

Spegnere i sapori dolce e amaro nel cervello

Uno studio su topi ha svelato un nuovo meccanismo cerebrale del gusto, che è stato possibile anche manipolare in modo da far percepire come dolce l'acqua, o per inibire la capacità di un animale di desiderare o evitare un sapore senza influenzare la sua capacità di identificarlo. Il risultato apre interessanti prospettive per il trattamento di disturbi dell'alimentazione negli esseri umani
Spegnere i sapori dolce e amaro nel cervelloUna piccola manipolazione dell’amigdala, un nucleo cerebrale che sovraintende alle emozioni, e la voglia di sapore dolce scompare. La sorprendente connessione è stata dimostrata da Charles S. Zuker e colleghi della Columbia University in uno studio illustrato su “Nature”.

Il gruppo di Zucker non è nuovo a scoperte fondamentali sulla percezione del gusto. Gli studi effettuati in passato hanno rivelato che quando la lingua entra in contatto con uno dei cinque sapori fondamentali – dolce, amaro, salato, acido o umami, corrispondente al sapore dell’acido glutammico – alcune cellule specializzate della lingua inviano segnali a regioni specifiche del cervello, in modo da identificare il sapore e innescare le appropriate risposte comportamentali.


“Quando il cervello percepisce un sapore, non identifica solo la sua qualità, ma orchestra una sinfonia completa di segnali neuronali che collegano quell’esperienza al suo contesto, al suo valore in termini di piacere, ai ricordi e agli altri sensi per produrre una risposta coerente”, ha spiegato Zuker.

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